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Quando si parla di vino biologico, sia in Italia che nel resto del mondo, ci si riferisce ad una realtà ormai consolidata. Non a caso, dati e numeri della viticoltura biologica nel Belpaese sono in costante aumento, con sempre più aziende che puntano sul bio, verso cui a crescere è prima di tutto l'attenzione e la richiesta da parte dei consumatori.


Ad analizzare le più importanti case history delle cantine italiane, dai marchi storici ai grandi gruppi, dalle piccole realtà alle griffe più famose che si sono "convertite" al biologico è un'indagine realizzata da Vinitaly. Ai vini certificati, la rassegna internazionale di riferimento del mondo del vino, in programma a Verona dal 22 al 25 marzo, dedica dal 2014 uno specifico salone, denominato Vinitalybio, ospitato nel padiglione 11 e realizzato in collaborazione con Federbio.

Ma perché le aziende passano "dalla parte" del bio? C'è più di un motivo: dal cercare di attrarre i wine lover, alla volontà di diversificare la produzione, dall'attenzione per l'ambiente, al desiderio di sperimentare. Quale che sia la motivazione, però, è un dato di fatto che l'Italia è il primo Paese europeo per numero di produttori biologici, e tra i dieci maggiori al mondo.

Con oltre 45.000 aziende vitivinicole biologiche (circa il 17% del totale europeo), l'Italia è leader in Europa per il settore, seguita dalla Spagna (12% dell'Ue) e dalla Polonia (10%; fonte: ultimi dati disponibili al 31 dicembre 2013 di "Bio in cifre 2014" del Sinab-Sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura biologica su dati Ministero delle Politiche Agricole e Organismi di controllo). Nel mondo la superficie coltivata supera 1,3 milioni di ettari (+12,8% sul 2012), per un giro d'affari attorno ai 3 miliardi di euro, di cui oltre 1 miliardo all'export, con l'Italia che ha conquistato la leadership in Europa (con un peso sul fatturato bio europeo dell'8%, e su quello mondiale del 4%; dati Fibl-Ifoam).

Per quanto riguarda la superficie coltivata a vite in Italia, sono oltre 44.000 gli ettari di superficie vitata biologica in Italia, ma con più di 23.700 ettari di superficie "in conversione", per un totale che supera i 67.900 ettari, il 18,5% in più sul 2012. La superficie viticola convertita al bio ha dunque una dinamica positiva, in controtendenza con le superfici totali viticole che nel 2013 si sono attestate a 646.000 ettari contro i 655.000 dell'anno prima.

Alla luce di questo assume ancor più valore la crescita delle superfici bio del settore, che arrivano a un'incidenza sul totale dell'11%, con in testa la Sicilia per numero di ettari vitati, seguita da Puglia e Toscana. In produzione si è arrivati nel 2013 a sfiorare il valore potenziale di 5 milioni di quintali di uva da vino, equivamente a circa 3,5 milioni di litri, con un peso di oltre il 7% sulla produzione nazionale complessiva.

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