Energie rinnovabili: il "salvataggio" dei certificati verdi batte la crisi |
| Scritto da Daniela Castelli |
| Martedì 31 Agosto 2010 16:28 |
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In Italia, dopo lungo penare, sono stati “salvati” i certificati verdi, titoli negoziabili che servono a incentivare l’investimento in energia, grazie a una modifica all’articolo 45 della manovra economica (decreto legge 78/2010) del governo che conferma l'obbligo di riacquisto da parte del Gestore ervizi elettrici (Gse) dei certificati verdi invenduti (per quanto a livelli inferiori, del 30% a partire dal 2011, rispetto al passato) e conferma la possibilità del gestore di continuare a riacquistare certificati verdi in eccesso.
Si tratta comunque di un argomento complesso e spesso oggetto di aspre polemiche: secondo alcuni l’obbligo di acquisto dei certificati da parte del Gse fa sì che questi non restino invenduti tenendone alto il prezzo (che altrimenti, dagli 80-90 euro attuali passerebbe a 20-30 euro a certificato). Molti puristi dell’economia, ma soprattutto molti detrattori delle energie rinnovabili, non vedono però l’ora che i prezzi dei certificati verdi crollino: si tratta infatti della strada principale con cui lo Stato incentiva il settore delle rinnovabili e un crollo del prezzo renderebbe decisamente meno vantaggioso produrre energia pulita. Non abrogando i certificati il governo ha però deciso di continuare a perseguire gli obiettivi per l'Italia di utilizzare entro il 2020 almeno il 17% delle energie rinnovabili, aiutando così il settore a riprendere fiato. Daniela Castelli
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