Emilia Romagna: no agli impianti solari a terra |
| Scritto da Piergiorgio Pescarolo |
| Venerdì 13 Agosto 2010 00:00 |
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Dopo le Marche, che hanno deciso di istituire una valutazione di impatto ambientale per gli impianti fotovoltaici a terra che superano i 200 kw di potenza, l'ultimo provvedimento, in ordine di tempo, arriva dall'Emilia Romagna, dove i consiglieri regionali rappresentanti del Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, hanno firmato una risoluzione nella quale si chiede alla Giunta regionale di porre in essere qualsiasi iniziativa per vietare l'installazione di impianti fotovoltaici, che sviluppino più di 10 kW di potenza, su terreno permeabile. Al contrario i consiglieri regionali chiedono che venga favorita l'installazione di impianti sui tetti degli edifici.
In questo modo, si metterebbe un freno al consumo indiscriminato del territorio. “Il suolo è una risorsa fondamentale – indica il documento firmato da Favia e Defranceschi – Come l'aria e l'acqua, e non si può riprodurre. Ma resta una delle risorse più vulnerabili, sulle quali pesa l'intervento dell'uomo. Per questo, un aumento non controllato di installazioni di grandi impianti fotovoltaici a terra porterebbe a una ulteriore diminuzione di spazio, già compromesso dalla massiccia densità abitativa nel nostro Paese”. Oltre alle Marche e all'Emilia Romagna, nei giorni scorsi anche il Piemonte e l'Umbria si sono espresse per frenare l'”aggressione” degli impianti fotovoltaici sul terreno. Piergiorgio Pescarolo
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I pannelli solari catturano l'energia, la trasformano in fonti energetiche in grado di provvedere al fabbisogno di