Liberalizzazioni: ecco cosa cambierà nel settore energetico. Settimana cruciale per il futuro del fotovoltaico |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Mercoledì 22 Febbraio 2012 12:06 |
| Tweet |
Il 24 marzo è prevista la scadenza per la conversione in legge del decreto, che questa settimana passa nelle mani del Senato per poi tornare alla Camera, alla quale spetteranno circa 20 giorni per agire. Di fatto, occorrerà tenere ben presenti gli obiettivi dettati dal disegno di legge: riformare il settore elettrico, dare la facoltà all’Autorità dell’energia di sciogliere i nodi che ruotano attorno alle rinnovabili, rendendo più efficienti le reti elettriche nazionali. La speranza degli italiani è che i prezzi dell’elettricità scendano nonostante queste linee guida molto generali. “E’ importante avere una strategia energetica nazionale – ha commentato Guido Bortoni, attuale presidente dell’AEEG – ma bisogna mettersi d’accordo sui punti fondamentali della strategia. A cominciare dagli obiettivi e dagli strumenti da fornire agli operatori per raggiungere gli obiettivi. In Italia sono stati fatti diversi tentativi, ma una strategia non c’è ancora. Il comune denominatore a qualsiasi strategia – ha aggiunto Bortoni – deve essere quello della maggior presenza di infrastrutture, soprattutto nel gas. L’Italia deve dotarsi di più infrastrutture per diversificare l’offerta, promuovere una maggiore concorrenza e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. Per fare più infrastrutture si può pensare di caricare l’onere sulle tariffe agli utenti. In questo modo il prezzo delle commodity si abbasserebbe di più dell’aumento delle tariffe in bolletta”.
Per Stefano Bolla, presidente di Assogas, che si batte per le liberalizzazioni nel settore, tutto dovrà ruotare attorno ad una maggiore concorrenza: “Il decreto liberalizzazioni – ha dichiarato - è un'occasione da non perdere per accelerare il processo di apertura e concorrenza nel settore della distribuzione del gas: perché ciò si realizzi, bisogna infatti intervenire in questa prima occasione di gare con qualche correttivo sullo scenario fin qui delineato dai 177 ambiti fissati dal MiSE, in modo da rendere più ampia possibile la platea dei soggetti in grado di presentare offerte e concorrere concretamente all'aggiudicazione del servizio attraverso le nuove regole”. Il decreto ha anche imposto l’ormai nota scissione di Snam da Eni, ma un nuovo decreto del governo fisserà poi l’assetto futuro. Lo si attende per giugno ma poi occorreranno altri 24 mesi per completare l'operazione. Molte svolte saranno dettate dalla politica, ma l’obiettivo resta quello di garantire all’Italia la presenza di un operatore di rete indipendente che possa far aumentare l'efficienza generale e la capacità di trasporto della rete nazionale. In sostanza, un operatore che garantisca una maggiore quantità di gas proveniente da più fornitori esteri. Se il mercato avrà un assetto differente, non sarà la disponibilità estera ad influenzarlo e per gli utenti finali i prezzi potranno davvero essere più bassi. Aperto, infine, il dibattito sul famigerato art.65, che bloccherebbe gli incentivi al fotovoltaico in aree agricole, fatti salvi gli impianti il cui iter autorizzativo è già stato avviato. Ma, dalle ultime indiscrezioni, pare che il governo possa pensare di rivedere l’articolo in questione. Anna Tita Gallo
Articoli più recenti della stessa categoria:
Articoli meno recenti della stessa categoria:
|






E’ la settimana decisiva per il