Fotovoltaico: impianti su tetto ammessi solo su coperture ignifughe. E scoppia la polemica |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Martedì 21 Febbraio 2012 11:13 |
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E’ stata pubblicata sul sito del Dipartimento dei Vigili del Fuoco la guida 2012 per l'installazione degli impianti fotovoltaici nelle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi. “In via generale – si legge online - l'installazione di un impianto fotovoltaico, in funzione delle caratteristiche elettriche/costruttive e delle relative modalità di posa in opera, può comportare un aggravio del preesistente livello di rischio di incendio. L'aggravio potrebbe concretizzarsi, per il fabbricato servito, in termini di: interferenza con il sistema di ventilazione dei prodotti della combustione (ostruzione parziale/totale di traslucidi, impedimenti apertura evacuatori); ostacolo alle operazioni di raffreddamento/estinzione di tetti combustibili; rischio di propagazione delle fiamme all'esterno o verso l'interno del fabbricato (presenza di condutture sulla copertura di un fabbricato suddiviso in più compartimenti - modifica della velocità di propagazione di un incendio in un fabbricato mono compartimento)”. Detto questo, le ragioni di pericolosità di un impianto possono essere comprensibili, ma le limitazioni appaiono esagerate. Ecco perché. “L'installazione di un impianto fotovoltaico a servizio di un'attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi debba necessariamente rispondere agli adempimenti previsti dal comma 6 dell'art.4 del D.P.R. n.151 del 1 agosto
La circolare specifica infatti che gli elementi fotovoltaici vadano installati su "strutture ed elementi di copertura e/o di facciata incombustibili (Classe 0 DM 26/06/1984 oppure Classe 1 DM 10/03/2005)", ma è davvero raro che un tetto sia ignifugo. Basti pensare alle coperture tradizionali degli edifici industriali, che non sono spesso in cemento armato o comunque in lamiera. E gli stessi tetti ad isolamento termico sono in legno, plastica, polistirolo, tutti materiali preziosi ma non di certo ignifughi. Eppure la circolare dice che “l'installazione dovrà essere eseguita in modo da evitare la propagazione di un incendio dal generatore fotovoltaico al fabbricato nel quale è incorporato. Tale condizione si ritiene rispettata qualora l'impianto fotovoltaico, incorporato in un'opera di costruzione, venga installato su strutture ed elementi di copertura e/o di facciata incombustibili”. Qual è la soluzione? Le alternative non sembrano lasciare scampo: o si rinuncia al fotovoltaico o si ricostruiscono le coperture in lamiera e cemento armato, sprecando ovviamente fiumi di denaro. Anna Tita Gallo
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