Rinnovabili: no al decreto liberalizzazioni. Ma per Clini gli incentivi sono troppo alti |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Lunedì 30 Gennaio 2012 11:17 |
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Nel mirino, il decreto sulle liberalizzazioni che blocca i bonus statali per gli impianti fotovoltaici a terra, a dispetto di quanto previsto dal decreto rinnovabili. Il governo Monti sta tentando in tutti i modi di fare cassa e di far ripartire l’Italia. Anche le rinnovabili, a quanto pare, potrebbero farne le spese. Il decreto sulle liberalizzazioni, in particolare, va a toccare ora il fotovoltaico e quanto finora concesso in termini di incentivi. E’ sugli impianti a terra che potrebbero essere introdotte modifiche sostanziali, che andrebbero persino a mettere in discussione quanto previsto dal decreto rinnovabili, il n° 28 del 3 marzo In pratica, salvo ripensamenti, cambierà tutto per chi installa impianti fotovoltaici in aree agricole: tutti questi soggetti non potranno più accedere agli incentivi statali, che appunto erano previsti dal decreto rinnovabili (è il comma 6 dell’articolo 10 ad essere toccato). Sono immediatamente insorte le associazioni del settore, Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie Future in primis, che si sono scagliate contro l’articolo incriminato del decreto sulle liberalizzazioni, il n. 65, vale a dire proprio la parte del decreto modificata nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, quando ormai alla stampa era stato presentato un altro testo, diverso da quello finito poi in Gazzetta Ufficiale. Le associazioni denunciano “gravi effetti per numerosi operatori che hanno investimenti in corso”.
Non solo. Come abbiamo già visto nei giorni scorsi, per le associazioni si tratta di “disposizioni retroattive che ledono gravemente i diritti dei produttori fotovoltaici che in buona fede hanno iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente, da soli 10 mesi (D.Lgs. 28/11)”, mentre una prima risposta è arrivata dal ministro dell’ambiente Corrado Clini durante un'audizione alla Camera. Clini ha infatti affermato che gli incentivi al fotovoltaico potranno essere concessi dallo Stato soltanto fino al raggiungimento della grid parity, ma resta una questione aperta: sono troppo generosi, secondo il ministro, ragione che ha portato il consiglio dei Ministri ad accogliere una proposta avanzata dal ministro dell’Agricoltura Corrado Passera, vale a dire quella di bloccare le autorizzazioni per la costruzione di impianti di produzione di energia elettrica su terreni agricoli. Ma, come spesso lamentano le stesse associazioni, il settore, più che di incentivi generosi e concessi facilmente, avrebbe bisogno di maggiore stabilità. Ricordiamo, come spesso facciamo, che si tratta di un comparto che ha retto alla crisi e dal quale l’Italia può avere grandi soddisfazioni dal punto di vista della ricerca e dell’innovazione. Un sostegno statale garantito (e non soltanto economico) sarebbe, dunque, assolutamente meritato. Anna Tita Gallo Leggi le altre notizie sul decreto liberalizzazioni
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