Decreto liberalizzazioni: centrali nucleari trasformate in depositi di rifiuti radioattivi |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Venerdì 27 Gennaio 2012 11:11 |
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Oltre al mondo del fotovoltaico, in rivolta per quanto previsto dall'articolo 65 che ha stoppato gli incentivi per gli impianti sui terreni agricoli, anche le principali associazioni ambientaliste italiane si dicono preoccupate per quanto stabilito dall'articolo 25 del testo che autorizzerebbe direttamente lo smantellamento degli ex siti nucleari per modificarli in depositi di scorie. E' proprio questa disposizione che ha portato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, e Stefano Leoni, presidente del WWF Italia, ad inviare una lettera al premier Monti in cui si legge: “Tale articolo modifica e semplifica le modalità di attuazione dello smantellamento degli impianti della filiera nucleare chiusi dopo il referendum del 1987 e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, con deroghe sulle normative ambientali e urbanistiche”. In altre parole, secondo le associazioni, occorrerebbe prestare maggiore attenzione al problema dello smantellamento degli impianti chiusi dopo il referendum del 1987 e, soprattutto, pensare al problema delle scorie, senza scegliere “modalità accelerate e semplificate, con deroghe sulle normative ambientali e urbanistiche”
Ma lasciamo la parola proprio alle associazioni, riportando qui di seguito uno stralcio cruciale della lettera inviata a Monti: “Sarebbe estremamente grave se si accelerassero e snellissero le procedure di smantellamento degli impianti nucleari e di realizzazione dei depositi senza le dovute cautele che la questione richiede, perché si rischierebbe di rifare lo stesso errore commesso dal governo Berlusconi nell'autunno del 2003, quando fu decisa con procedure semplificate davvero discutibili la localizzazione della discarica per rifiuti radioattivi a Scanzano Jonico in Basilicata, scatenando una sollevazione popolare che poi portò l'esecutivo a cancellare dopo qualche settimana la localizzazione proposta. L'Italia deve risolvere il problema delle scorie prodotte con la filiera nucleare del passato, ma lo deve fare in modo trasparente, partecipato e democratico. La strada scelta dall'esecutivo, a fronte di un apparente efficientismo, rischia di lasciare irrisolto il problema del trattamento delle scorie. E' per questo che ci auguriamo fortemente che l'Esecutivo da Lei presieduto possa cancellare l'articolo in questione”. Cosa ne sarà allora dell’art. 25 del decreto sulle liberalizzazioni? Al momento non ci sono passi indietro da parte del governo, ma possiamo immaginare che la battaglia degli ambientalisti non sarà certo archiviata senza ottenere il risultato sperato. Anna Tita Gallo Leggi tutte le altre notizie sul decreto liberalizzazioni
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