Liberalizzazioni: il decreto blocca gli incentivi per il fotovoltaico a terra. Associazioni furiose |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Giovedì 26 Gennaio 2012 12:23 |
| Tweet |
Ad insorgere contro il testo del decreto legge sulle liberalizzazioni sono state immediatamente Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie Future, riferendosi in particolare all’art. 65, “modificato, nella notte, con gravi effetti per numerosi operatori che hanno investimenti in corso”, come si legge in una nota ufficiale. Le associazioni individuano, infatti, nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale “disposizioni retroattive che ledono gravemente i diritti dei produttori fotovoltaici che in buona fede hanno iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente, da soli 10 mesi (D.Lgs. 28/11)”. In pratica, stiamo parlando di una novità che va ad interferire con quanto previsto dal Decreto Rinnovabili – il d. lgs 3 marzo 2011 n.28 – che dava ai produttori un anno per poter effettivamente far entrare in esercizio il proprio impianto posto a terra e in aree agricole, a patto che il relativo iter autorizzativo fosse stato avviato.
Il problema, per le associazioni del settore, è che, abrogando questa norma transitoria, i produttori si ritrovano ad aver sostenuto tutti i costi per la realizzazione degli impianti e a doversela vedere con questo cambiamento che, di fatto, toglie loro due mesi di tempo per mettere in esercizio gli impianti. Questi soggetti “non sanno ora se mai potranno ricevere un incentivo per gli impianti prossimi a entrare in esercizio”, dicono le associazioni, ribadendo la necessità di stralciare la norma e di evitare “interventi normativi estemporanei e retroattivi che minano la stabilità del sistema e ledono la fiducia degli investitori”, chiedendo inoltre che termini una volta per tutte “la fase in cui si decide senza ascoltare la voce delle forze sociali ed economiche che operano in concreto”. Il decreto va ora convertito in legge, ecco perché Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie Future chiedono ora “con forza il rapido e autorevole intervento del Parlamento” in modo che venga tutelato il fotovoltaico e chi lavora per il suo sviluppo. L’unica soluzione, in ogni caso, sarebbe lo stralcio della nuova norma. Anna Tita Gallo Leggi tutte le altre notizie sul decreto liberalizzazioni
Articoli più recenti della stessa categoria:
Articoli meno recenti della stessa categoria:
|






Chi pensava che il