Rinnovabili: nuova bozza del decreto incentivi. Il governo vuole ridurre gli ecobonus |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Giovedì 26 Gennaio 2012 12:05 |
| Tweet |
Il settore della green economy è tra i pochissimi che è riuscito a resistere alla crisi in corso, generando comunque nuovi posti di lavoro e calamitando gli investimenti su di sé. Eppure pare che il governo Monti voglia ridurre gli incentivi destinati alle rinnovabili elettriche attraverso il decreto che andrà proprio a regolarne i meccanismi (senza toccare quanto previsto per il fotovoltaico, che non è oggetto del decreto). Sembra un controsenso, visto che entro il 2030 l’Europa ha fissato come obiettivo quello di produrre energia per il 50% da fonti rinnovabili, senza contare i ben noti obiettivi per il 2020. Ebbene, il decreto attuativo prevederebbe una riduzione della spesa annua da 6-7 miliardi a 5,5 miliardi. Inoltre, dal prossimo anno, i piccoli impianti dovranno far riferimento a tariffe fisse o omnicomprensive, gli altri invece riceveranno ecobonus attraverso il sistema delle aste. Ma, anche in quest’ultimo caso, ci sono novità: potranno partecipare impianti di taglia superiore a 6MW (prima la soglia era di 5MW). Su questo punto si stanno battendo Anev, Anie, Aper, che preferirebbero eliminare del tutto il sistema delle aste e, non potendolo chiedere a meno che non si cambi la legge che lo impone, almeno vorrebbero venissero rese obbligatorie solo per impianti di potenza superiore a 50 MW.
Ma non è finita. Ci sarebbero modifiche anche all’ammontare degli incentivi: da 117 euro/Mwh a 291 Euro/Mwh per gli impianti eolici di potenza tra 1 e 20 kW; da 146 euro/Mwh a156 euro/Mwh per l’offshore; da 79 euro/Mwh a 135 Euro/Mwh per gli impianti di energia geotermica di potenza inferiore a Mw; per le biomasse, se gli impianti sfruttano prodotti di origine biologica, gli incentivi vanno da 122 euro/Mwh a 213 euro/MWh; se questi impianti sfruttano invece sottoprodotti di origine biologica si va da 145 euro/Mwh a 227 euro/MWh; incentivi da 125 euro/Mwh per impianti a biogas da rifiuti sopra 6 MW, fino a 174 euro/MWh (per impianti da Infine, gli impianti in cogenerazione che sfruttano biogas, biomasse o altri bioliquidi ci sarà un bonus da 10 euro/Mwh a 40 euro/Mwh. Ma le associazioni non sono affatto d’accordo su quanto previsto da questa bozza, che “fermerebbe lo sviluppo del settore”. L’auspicio è quello di raggiungere la grid parity, che per Anev, Anie, Aper si raggiunge soltanto con un sistema che dia certezza agli operatori del settore. C’è comunque tempo per influenzare il governo: i decreti attuativi in questione sono nelle mani degli esperti dei ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole e non saranno pronti prima della fine di febbraio. Anna Tita Gallo Clicca qui per scaricare l'unica bozza del decreto sulle rinnovabili attualmente in circolazione
Articoli più recenti della stessa categoria:
Articoli meno recenti della stessa categoria:
|






Che per l’Italia e per le casse dello Stato siano tempi duri l’avevamo capito, ma che si andasse a penalizzare le rinnovabili elettriche non tutti se l’aspettavano. Eppure l’ultima bozza circolata del decreto incentivi sembra voler ridurre i bonus statali per uno dei settori che ha retto alla crisi.