Fotovoltaico: stralciare l'articolo 65 del decreto liberalizzazioni |
| Scritto da Redazione GreenBiz.it |
| Mercoledì 25 Gennaio 2012 11:38 |
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A chiederlo sono Anie/Gifi e Aper che spiegano come il decreto legislativo 3 marzo 2011 n. 28, meglio noto come decreto rinnovabili, abbia normato in modo definitivo le installazioni fotovoltaiche su terreni agricoli, prevedendo restrizioni in termini di potenza massima installabile e di rapporto fra la superficie occupata dall’impianto e quella totale. Tale normativa si pone l’obiettivo di preservare i terreni agricoli da improprie speculazioni pur lasciando alle imprese agricole la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici ad integrazione dell’attività agricola. Qualora invece l’articolo del decreto liberalizzaioni, in vigore da oggi ma che dovrà essere ora convertito in legge dal Parlamento, venisse confermato, quanto contenuto dal provvedimento sulle rinnovabili verrebbe smentito, dimostrando l’assenza di un chiaro ed univoco disegno sullo sviluppo delle energie rinnovabili.
Secondo le associazioni, l’art. 65 del decreto sulle liberalizzazioni introdurrebbe iun anno di totale anarchia durante il quale sarebbe possibile realizzare impianti su terreni agricoli di qualsiasi dimensione, senza i limiti di rapporto superficie impianto/superficie agricola. L’adozione di tale provvedimento rappresenterebbe, da un lato l’ennesima modifica regolatoria avvenuta a poco meno di un anno dall’entrata in vigore del IV Conto Energia e dall’altro l’ulteriore imposizione normativa contenuta in provvedimenti legislativi di altra natura, non richiesti dal settore fotovoltaico. Tutto ciò genererebbe un’incertezza sul mercato portando vantaggi a pochi a scapito del bene del Paese, affermano le associazioni. Il decreto, se confermato dal Parlamento, andrebbe ad incentivare una corsa alla realizzazione di mega impianti su terreni agricoli, accelerando l’esaurimento delle risorse disponibili che dovrebbero andare ad incentivare lo sviluppo organico e distribuito del settore. Ancora una volta, sono stati introdotti provvedimenti così dirompenti per il settore senza che le associazioni di categoria siano state preventivamente consultate, concludono Anie/Gifi ed Aper. Redazione GreenBiz.it Leggi tutte le altre notizie sul decreto liberalizzazioni
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