Quarto Conto Energia: tutte le indiscrezioni sul nuovo decreto che disciplinerà gli incentivi alle rinnovabili |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Martedì 12 Aprile 2011 12:41 |
| Tweet |
Le indiscrezioni sul nuovo Conto Energia e sul contenuto del decreto di prossima emanazione si sono sprecate. C’è chi parla di una drastica riduzione degli incentivi – addirittura del 25% già a partire dal 1° giugno – e chi invece parla di un’evoluzione graduale del meccanismo oggi in vigore, fino a renderlo meno oneroso per tutti gli italiani. Quest’ultima, in particolare, era l’aspirazione iniziale del ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, affiancato dal ministro dell’Ambiente e da quello dell’agricoltura, Stefania Prestigiacomo e Gian Carlo Galan (poi sostituito da Saverio Romano). Secondo il governo, il problema cruciale sono, nel nostro Paese, gli importi in bolletta, troppo pesanti per gli italiani anche a causa della percentuale pagata per sostenere lo sviluppo delle energie pulite, uno sviluppo che – soprattutto secondo Romani – sarebbe avvenuto in maniera scomposta, esponenziale ma senza misura, in particolare nel caso del fotovoltaico. Tutto questo, inoltre, avrebbe facilitato speculazioni di vario genere ed è giunta l’ora di porre un freno e dei confini netti alla crescita di alcune forme di energia pulita, magari a favore di altre meno privilegiate. Il primo passo, come sappiamo, è stato appunto il decreto Romani, già entrato in vigore, che piace, ad esempio, al settore delle biomasse, per la prima volta incentivate. Non piace, tuttavia, praticamente a nessun esponente del comparto del fotovoltaico, da sempre sotto accusa per la proliferazione eccessiva di impianti. A dire il vero, le Regioni, sollecitate da leggi statali, avevano già rimediato, in parte, al problema, definendo le zone idonee e non idonee ad ospitare impianti solari, tutelando quindi ambiente e paesaggio, ma non è bastato a fermare l’idea di mettere mano alla macchina degli incentivi. Il resto è cronaca delle ultime ore. Una dopo l’altra, le varie associazioni di categoria hanno messo a punto le proprie proposte, che dovrebbero confluire nel nuovo provvedimento, atteso sul tavolo del Consiglio dei ministri questa settimana, secondo le previsioni. Il GIFI (il Gruppo che riunisce le imprese del fotovoltaico e fa parte di Confindustria ANIE) ha già incontrato Romani e i tecnici del suo ministero, pportando con sé la proposta di Quarto Conto Energia che è stata approvata dall’assemblea dei soci la settimana scorsa. Ricordiamone i punti chiave: - tutela degli investimenti già pianificati e in essere durante il regime transitorio, fino alla fine del 2011; - sviluppo dal 2012 della tariffa incentivante ispirato al modello tedesco; - introduzione del concetto di “fine lavori certificata”. Si tratta di garantire certezze normative fino al 2016, come ha ricordato anche il presidente del GIFI, Valerio Natalizia, spiegando che la necessità è quella di permettere all’Italia di installare oltre 20 GW di impianti solari e raggiungere la copertura del 10% del fabbisogno elettrico nazionale attraverso questa forma di energia pulita, garantendo anche alla filiera italiana oltre 300 mila posti di lavoro. Ma non tutte le associazioni sono altrettanto soddisfatte delle relazioni con il governo. Assosolare, infatti, come abbiamo già visto ieri, ha denunciato l’interruzione dei rapporti con il Mse, visto che le varie richieste di incontro sono state ignorate, anche dopo l’invio della proposta approvata dall’assemblea dei soci.
Altri soggetti, invece, si sono riuniti in nome della salvaguardia delle rinnovabili. E’ il caso dell’Associazione nazionale dell'industria solare fotovoltaica, Aper, Asso Energie Future e Grid Parity, che hanno fatto confluire le proprie posizioni in una proposta unica, di cui sintetizziamo i principi cardine: - salvaguardare gli investimenti già avviati sulla base del Terzo Conto Energia, almeno fino alla fine del 2011; - non porre limiti alle installazioni: niente tetto annuale sui MW di potenza installata e niente tetto massimo al 2020; - riduzione degli incentivi sulla base del modello tedesco, ma con un taglio massimo del 20% nel 2012; - per chi inizia a costruire oggi, riduzione degli incentivi del 10% massimo, più un 4% nel caso di raggiungimento anticipato della soglia di 9,5 GW; - sostegno all’industria del fotovoltaico italiano e all’occupazione che ha generato. Per ora, sappiamo soltanto – è il decreto Romani a stabilirlo – che il Terzo Conto Energia terminerà di avere affetti il 31 maggio 2011. Il giorno dopo dovrebbe entrare in vigore un altro sistema, quella imposto dal decreto che stiamo aspettando con ansia. L’intero comparto delle energie pulite aveva chiesto rapidità e aveva anche sperato di non dover sopportare un vuoto normativo causato da un eventuale periodo transitorio. Sarà così? Di fatto, si continua a rimandare. Il Quarto Conto Energia avrebbe dovuto essere pronto entro il 10 aprile, secondo le promesse del governo, ma ancora non ve n’è traccia. E il 31 maggio si avvicina. Anna Tita Gallo Tags: Articoli più recenti della stessa categoria:
Articoli meno recenti della stessa categoria:
|






Sono ore di tensione per il mondo delle
Commenti
vorremmo solo poter lavorare per mantenere le nostre famiglie ed avere la possibilità di non dover lasciare a casa i nostri dipendenti continuanodo a lavorare in modo onesto e corretto
RSS feed dei commenti di questo post.