Efficienza energetica: solo il 12,7% degli immobili è certificato |
| Scritto da Roberta Ragni |
| Mercoledì 08 Febbraio 2012 16:16 |
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Ma, a più di un mese dall’entrata in vigore della legge, solo il 12,7% degli immobili in vendita ha un certificato valido. Lo afferma il sito Immobiliare.it ,sulla base di un campione di oltre 700mila annunci. La strada per mettersi in regola sembra purtroppo essere ancora lunga. Se la situazione lungo la Penisola è in lenta crescita, con la provincia di Bolzano (25,6%) capolista, ci sono da prendere in considerazione anche i numeri fatti registrare da Palermo, che non raggiunge nemmeno l’1%, con lo 0,9% di annunci certificati. Nel Nord Est la percentuale di annunci con certificazione energetica è salita al 18,9%, mentre nel Nord Ovest è al 15,6%. Quanto al Centro Italia, siamo all'8,8% e al Sud ad appena 3,8%. Tra le province, quelle con i livelli più elevati di certificazione sono Bolzano, dove risulta in regola più di un annuncio su quattro con il 25,6%, e Trento (22,0%), seguite a distanza da Milano (11,3%) e Torino (10,2%). Se nei mesi scorsi gli annunci dotati di certificazione energetica erano prevalentemente di immobili nuovi, oggi, sul totale l'80,4% è usato.
La ragione principale di una situazione così disastrosa è da ricercare, forse, nel mancato controllo da parte delle Regioni, con l’unico esempio virtuoso da rintracciare nel caso della Lombardia, la sola ad aver previsto una sanzione per il mancato rispetto della legge, con multe fino ai cinque mila euro. Lo Stato, infatti, resta competente in materia di contratti, mentre gli enti locali hanno competenze in materia di rilascio delle certificazioni energetiche, quindi è a loro che spetta regolare le modalità per l’attribuzione. Il problema è che ci sono Regioni senza una propria disciplina. Per loro resta valido il decreto ministeriale 26 giugno 2009, secondo cui i proprietari di edifici che presentano una qualità energetica modesta possono rispettare la legge indicando, semplicemente, che quell’edificio è di classe G e che il costo per gestirlo dal punto di vista energetico è alto. La classe G, infatti, è la peggiore secondo la scala da A a G che indica il consumo annuale di kWh al metro quadrato e i litri di gasolio necessari al riscaldamento. Per questo i principali problemi sono quelli riservati ai privati, che, con la nuova normativa, perdono la possibilità di autocertificare le “cattive” prestazioni del proprio immobile (posizionandolo in classe G), avendo oggi l’obbligo di dichiarare oltre alla classe energetica anche l’indice di prestazione energetica. Solo l'1,5% degli annunci pubblicati da loro, infatti, è dotato di indicazione della classificazione energetica dell'immobile messo in vendita o affitto (contro il 12,9% degli annunci pubblicati da agenzie). Roberta Ragni
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Dal primo gennaio chi vuol vendere una casa o un qualsiasi altro fabbricato deve riportare l’indice di prestazione energetica