Certificazioni green: è l'Emas lo strumento per valutare le prestazioni ambientali delle aziende |
| Scritto da Daniela Castelli |
| Martedì 11 Gennaio 2011 11:36 |
| Tweet |
Il programma, disponibile alla partecipazione privata dal 1995, originariamente, era limitato alle imprese del settore industriale. Successivamente, ovvero dal 2001 Emas si è aperta a tutti i settori economici, compresi servizi pubblici e privati. Le priorità espresse dall’Unione europea attraverso la creazione di questa certificazione sono: il progetto di gestione sostenibile del consumo e della produzione di prodotti sostenibili, la definizione delle prestazioni ambientali e l’obbligo ad avere delle priorità di sviluppo sostenibile (co-organizzate). A tale proposito lo scorso novembre a Bruxelles si è svolta la “Conferenza internazionale su EMAS: verso un’economia di risorse efficiente” suddivisa in quattro diverse sessioni e tematiche. In tutte vi stata la presenza della testimonianza diretta di chi ha ottenuto e sostenuto tale certificazione. Tra questi, particolarmente efficaci i dati dei risultati di Airbus (Francia), che è riuscita attraverso al creazione di uno stabilimento per lo smantellamento degli aerei ad ottenere un recupero di materiale pari all'80% e una previsione di aspettative ambientali del 50% entro il 2020.
Ma cosa succede nel settore pubblico? Sempre in Francia l'Entreprises publiques locales d'aménagement de l'agglomération Dijonnais rappresenta un esempio di assetto urbano condiviso tra collettività e pubblica amministrazione, che attraverso infrastrutture, parchi e strutture è riuscito a creare un ambiente equilibrato e omogeneo, cioè sostenibile. La filosofia di applicazione di questo progetto intende ottenere un +5% di risparmio nell’arco di 10/15 anni e un programma di gestione condiviso per obiettivi e azioni, ma che non stabilisce standard: squadre di professionisti studiano e fanno statistiche. L’applicazione della certificazione Emas nella pubblica amministrazione consente di partecipare attivamente, e con una valutazione a punteggi vantaggiosa, a concorsi, appalti e bandi per una crescita verde basata sull’efficienza energetica nella prospettiva 2020, che prevede iniziative chiave, tra cui risparmio e riconversione delle materie prime come minerali, metalli, acqua, terra, organismi viventi, ecc con un basso uso di carbonio (Co2). Karl Falkenberg, direttore generale Ambiente della Commissione europea afferma: “Emas fa riflettere in modo nuovo. Come produciamo e come consumiamo non è sostenibile nemmeno a medio termine: nel 2050 saremo 9 miliardi di persone, oggi siamo 7 miliardi. Troppo spesso ci si concentra sui conti delle società senza considerare i costi esterni, cioè il danno che noi apportiamo al pianeta. I costi per EMAS non sono solo interni, ma anche esterni. La responsabilità del risultato dei prodotti ambientali e dell'impatto sull’ambiente è di chi possiede tale certificazione. Nel 2020 la crescita per attività economica deve essere più verde, più intelligente e più innovativa anche nei sistemi fiscali, sul lavoro e nell’attività economica". "Emas - continua il rappresentante dell'Ue - deve valutare il costo dell'ambiente perché se si cresce troppo velocemente si cresce in modo negativo e se finora si è data priorità all’efficienza energetica ci sono altre sfide che a metà del prossimo anno saranno attive: disponibilità di acqua; terreni fertili; inquinamento dell'aria; stabilire indicatori e orientamenti per invertire la tendenza”. Daniela Castelli
Articoli più recenti della stessa categoria:
Articoli meno recenti della stessa categoria:
|






Si parla tanto di attenzione ambientale da parte delle aziende. Ma esiste un modo per valutare seriamente quanto le imprese impattino sull'ambiente e con quali conseguenze? La risposta è si, si tratta dell’Eco-management and audit scheme (Emas), uno strumento di certificazione, messo a punto dall'Unione europea, in grado di valutare, controllare e migliorare le prestazioni ambientali delle aziende.