Protocollo di Kyoto: settimo anniversario dell’accordo. L'Italia può farcela solo con le rinnovabili |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Giovedì 16 Febbraio 2012 12:48 |
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Ma l’Ue ha già centrato i target, mentre l’Italia arranca e si temono già le sanzioni. Secondo il Kyoto Club possiamo comunque farcela. Il segreto sono le rinnovabili. La conferenza Onu di Durban sul clima non ha portato ai risultati sperati. Non c’è stata una svolta e non sappiamo ancora se il Protocollo di Kyoto sarà destinato a morire prematuramente, sebbene le possibilità che i suoi dettami vengano prorogati siano tutto sommato buone. Scade il prossimo 31 dicembre il periodo d’azione del documento, ma i rappresentanti dei vari Paesi presenti a Durban hanno lasciato intendere che potrà esserci un secondo round con nuovi target e nuovi impegni per tutti. Ricordiamo allora cosa prevede il Protocollo. Innanzitutto, per i paesi industrializzati veniva fissato un taglio del 5,2% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990. Nel caso dell’intera Europa, il taglio avrebbe dovuto essere dell’8%, un obiettivo già raggiunto e superato, visto che è stata toccata quota -15.5%, nonostante la crisi economica in corso abbia fatto nuovamente lievitare le emissioni nocive del 2,4% nel 2010. Tra le incognite c’è però proprio l’Italia. Avremmo dovuto tagliare le nostre emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990 e finora siamo arrivati a -4,8%. Cosa accadrebbe se non riuscissimo a tagliare il traguardo? La conseguenza sarebbero multe salatissime e la chiamata davanti alla Corte di giustizia europea, che non gioverebbe certo alla nostra immagine.
Ha espresso la propria opinione in merito il Kyoto Club, l’associazione che si batte per ricordare proprio gli obiettivi fissati dal Protocollo e la strategia corretta per raggiungerli. “L'Italia ha accumulato nei primi quattro anni di conteggio di Kyoto un debito dioltre 700 milioni di euro. Conteggiando anche la quota attribuita all'Italia per la forestazione (quota che però va assicurata secondo le metodologie IPCC) il debito si ridurrebbe a 300 milioni di euro”, si legge in una nota. I dati aggiornati al 2011 sono migliori rispetto agli anni passati e tengono conto della diminuzione delle emissioni nocive legata alla crisi e a quanto già conquistato sul fronte dell'efficienza energetica e delle energie pulite. Il Kyoto Club sottolinea infatti che “la produzione elettrica da rinnovabili nel periodo 2008- Le stime dell’associazione dicono poi che “l'elettricità verde dal 1° gennaio 2008 al 16 febbraio 2012, anniversario di Kyoto, ha già contribuito a ridurre di 590 milioni di euro i costi di Kyoto”. Infine, “l'incremento del guadagno dall'inizio dell'anno è di 31 milioni euro, un valore che alla fine del 2012 dovrebbe portare il contributo delle rinnovabili elettriche in termini di riduzione delle emissioni a 800 milioni euro. Senza questo contributo il debito per Kyoto sarebbe stato a fine 2012 di circa 1,5 miliardi euro”. Riassumendo, quindi, l’Italia non ha ancora raggiunto gli obiettivi del Protocollo di Kyoto e nel quadriennio 2008-
Anna Tita Gallo
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