Sustainability Yearbook 2012: l'Italia sotto la media europea. Buone le performance di Fiat e Pirelli |
| Scritto da Doris Zaccaria |
| Mercoledì 15 Febbraio 2012 12:06 |
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Il Sustainability Yearbook non si limita a stilare una classifica – divisa per settori – degli attori economici più sostenibili, ma traccia anche le prospettive per la crescita nei paesi emergenti e identifica le realtà economiche green come quelle maggiormente innovative e pronte alle sfide di questo difficile ciclo economico. Ma andiamo con ordine. I Dow Jones Sustainability Indexes (DJSI) nascono nel 1999 per seguire le performances delle compagnie che, a livello mondiale, mettono al centro della propria strategia la sostenibilità. I DJSI si caratterizzano da subito per la collaborazione dell' agenzia SAM, che si occupa di gestire pacchetti di investimento sostenibili. Il Sustainability Yearbook è dunque un vero punto di riferimento mondiale e le aziende si impegnano per essere annoverate fra i “Sector Leaders” o apparire nelle classifiche Gold, Silver o Bronze. In questo scenario, vediamo quali risultati ha ottenuto il nostro Paese. Fra i 58 “Sector Leaders” incontriamo due realtà italiane: Fiat Industria per l'ingegneria industriale e Pirelli per gli pneumatici. Per fare una comparazione con alcuni Paesi europei, possiamo notare che la Germania ha vinto sei titoli da leader, la Francia tre, la Spagna due, la Danimarca due, l'Olanda quattro.
Il nostro Paese si trova quindi un po' sotto la media rispetto al resto d'Europa, ma recupera in parte con le “medaglie”. Nel settore della difesa, Finmeccanica è una delle quattro aziende mondiali a entrare nella Gold Class. L'indice analizza l'impatto dei prodotti e la catena delle forniture, oltre alla dimensione sociale e del lavoro. Il settore automobilistico vede Fiat aggiudicarsi la Gold Class insieme a BMW, Daimler e Volkswagen. Un buon risultato che certifica l'attenzione per la riduzione delle emissioni ma anche numerosi altri fattori quali il dispendio di anidride carbonica nella logistica, il codice di condotta, lo sviluppo del capitale umano. Nel settore delle costruzioni, Italcementi riesce a entrare nella Bronze Class. E' il caso di notare che in questo caso, la palma d'oro della sostenibilità spetta a un'azienda della Thailandia, la Siam Cement Pcl. Buona la performance nel settore elettrico, dove nella Gold Class si classifica Terna, mentre Enel entra nella Bronze Class. Quello delle forniture elettriche è un settore tenuto sotto stretta osservazione: con la crisi in atto, secondo SAM, diventa ancora più importante per le aziende riuscire a educare all'efficienza e al risparmio energetico. Allo stesso tempo, i Paesi emergenti in rapida crescita avranno bisogno di una quantità crescente di energia e dovranno scegliere se puntare su quella pulita o ripercorrere la strada dei Paesi che si sono industrializzati per primi. Nelle telecomunicazioni, l'Italia compare nella Gold Class con Telecom Italia, mentre nello strategico settore del gas Snam entra nella Bronze Class. L'Italia è classificata anche nel trasporto industriale (Atlantia) e nel settore petrolifero (ENI). Non si può dire, insomma, che il nostro Paese sia carente di grandi aziende quotate in borsa e improntate alla sostenibilità. Da notare, inoltre, che i settori nei quali la performance nazionale è buona sono tutti di enorme importanza per lo sviluppo in chiave green della nostra economia. C'è da augurarsi che strumenti come il Sustainability Yearbook rendano sempre più evidente che la sostenibilità è un vero e proprio valore aziendale, capace di generare innovazione e rendere le realtà economiche italiane più competitive sullo scenario mondiale. Doris Zaccaria
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Sustainable Asset Management, l'agenzia internazionale di rating che valuta le aziende sui criteri per accedere negli indici Dow Jones di sostenibilità, ha pubblicato il suo rapporto annuale.