Porto Tolle: Enel sul banco degli imputati per omissione adeguamento impianti |
| Scritto da Annalisa Tancredi |
| Mercoledì 08 Febbraio 2012 16:39 |
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Il Gup del tribunale di Rovigo ha rinviato a giudizio per il prossimo 24 settembre gli ex dirigenti della Centrale Enel con l’accusa di omissione dolosa dell’adeguamento degli impianti durante il funzionamento della centrale ad olio combustibile. Sono stati coinvolti i massimi dirigenti nazionali e locali con l’accusa che, nel periodo compreso tra il 1998 ed il 2002, “ciascuno limitatamente ai periodi di competenza (…) omettevano di collocare e far collocare impianti e apparecchi destinati a prevenire disastri e/o infortuni sul lavoro - filtri e altro - consistiti nel pericolo dell’insorgenza o nell’aggravamento di malattie respiratorie, nonché di bronco reattività aspecifica, asma e rinite allergica, e malattie cardiovascolari, in dipendenza dell’ inalazione e ingestione di sostanze inquinanti”. In sostanza, il mancato adeguamento degli impianti previsto obbligatoriamente dalle direttive europee, avrebbe causato gravi conseguenze sulla salute degli abitanti della zona interessata, in particolare con l’aumento delle patologie respiratorie che, nel periodo compreso tra il 1998 e il 2002, hanno rappresentato l’11% di tutti i ricoveri ospedalieri. Secondo le indagini epidemiologiche condotte delle Asl di Rovigo e Adria, tra il 1998 e il 2006 la fascia di persone più colpite dalle conseguenze delle emissioni nocive della centrale di Porto Tolle sono stati i bambini compresi tra i zero e i 14 anni residenti nei Comuni veneti di Porto Tolle, Porto Viro, Ariano nel Polesine, Taglio di Po, Rosolina e Mesola, nel Ferrarese.
La richiesta di rinvio a giudizio del Pm Manuela Fasolato, accolta oggi dal giudice per l’udienza preliminare di Rovigo Alessandra Testoni, ha coinvolto personaggi come: l’attuale amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, i suoi predecessori Franco Tatò (in carica dal 1996 al 2002) e Paolo Scaroni (2002- 2005), l’ad di Enel Produzione Leonardo Arrighi e gli ex direttori Renzo Busatto e Carlo Zanatta. Infine i manager di Enel Produzione Alfredo Inesi, Antonino Craparotta, Giuseppe Antonio Potestio e Sandro Fontecedro. La prima udienza è fissata per il prossimo 24 settembre presso la sede di Adria e vedrà costituirsi come parte civile i comuni di Goro e Mesola, il parco del Delta del Po, la provincia di Ferrara e la Regione Emilia Romagna, appoggiati da numerose associazioni e comitati per la difesa dell’ambiente. Nel corso del processo si dovrà dimostrare se le inadempienze dell’Enel sono connesse all’aumento delle malattie respiratorie nei residenti. Il processo in realtà non sarà altro che un prosieguo della lunga battaglia combattuta dalle parti offese nel corso del primo processo al termine del quale la Cassazione condannò l’Enel "per emissioni moleste, danneggiamenti e violazione delle norme anti inquinamento". Le sentenza però cadde in prescrizione per il procedimento penale e la centrale fu riattivata dopo la conversione da olio a carbone (Legge Salva Carbone). Annalisa Tancredi
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