Allarme gas: al via il piano d’emergenza. Il governo rimedia al taglio delle formiture |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Martedì 07 Febbraio 2012 11:36 |
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Possiamo contare sulla Russia? La promessa è che le forniture tornino entro livelli che non ci facciano temere per la mancanza di gas, in effetti dal -30% della scorsa settimana siamo a un -15% rispetto alla fornitura ‘normale’, ma ancora si teme. Il problema è però il continuo aumento della richiesta di gas, dovuta all’abbassarsi repentino delle temperature che spinge gli italiani ad alzare il termostato e a rimanere nelle proprie abitazioni alla ricerca di un caldo sollievo. 440 milioni di metri cubi al giorno: ecco quanto chiediamo alla rete, che ha provveduto attingendo agli stoccaggi per 140 milioni di metri cubi dei 13 miliardi di metri cubi disponibili nelle scorte. Nelle scorse ore ha preso la parola Paolo Scaroni, ad di Eni, che ha sottolineato come la situazione sarà tranquilla di sicuro fino a domani. E poi? Possiamo contare anche sull’Algeria, è vero, ma le forniture sono al massimo e il gelo è arrivato anche lì. Stesso discorso per Questo scenario ha giustificato la riduzione del rifornimento di gas alle utenze industriali, vale a dire quelle disponibili a tagliare i loro consumi in caso di necessità perché pagano meno il gas, i cosiddetti “energivori”.
Non ci sta Confindustria, contraria all’interruzione vero le industrie prima di aver sfruttato gli stock. “Per gli imprenditori, che hanno già subito lo sciopero dei Tir e in alcune aree del paese i problemi della neve, rischiare adesso anche l'interruzione di produzione anche per il gas – ha dichiarato Emma Marcegaglia – può diventare un problema”. E’ invece d’accordo Scaroni, che vede con favore i 25 milioni di metri cubi di gas recuperati (pari all'8-9% dei consumi totali) a fronte di una relativa sicurezza per le famiglie. Meglio chiedere sacrifici alle industrie energivore che mettere in ginocchio un Paese intero. In secondo luogo, sono state avviate le centrali elettriche a olio combustibile che sostituirebbero in parte quelle a gas anche se più inquinanti e meno redditizie. E il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, intanto, ha rassicurato gli italiani ma ha acceso la polemica: “Se avessimo realizzato i rigassificatori, almeno quelli già approvati – ha puntualizzato - potremmo guardare con più serenità”. Anna Tita Gallo
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