Costa Concordia: entro fine marzo il progetto di rimozione del relitto. Ancora ferme le operazioni di defueling |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Venerdì 03 Febbraio 2012 13:03 |
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Ad annunciarlo è stato il commissario per l’emergenza Franco Gabrielli, mentre le condizioni meteo bloccano ancora le operazioni di defueling e i tempi si dilatano. Due giorni fa Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile e commissario per l’emergenza al Giglio, non era riuscito ad arrivare sull’isola né in traghetto né in elicottero a causa delle avverse condizioni del mare e del forte vento. Ieri invece, oltre ad arrivare e a parlare agli isolani, è riuscito anche a farsi amare annunciando che i tempi di rimozione del relitto potrebbero essere meno lunghi del previsto. Per chi abita e lavora sull’isola e vive di turismo stagionale il vero problema è che i flussi calino a causa delle tempistiche che porteranno il disastro della Concordia all’archiviazione e, sin dall’inizio, si era parlato di un anno, un’ipotesi che li aveva gettati nello sconforto.
Gabrielli, innanzitutto, ha spiegato che la nave sarà rimossa senza essere ridotta in più parti. “La società Costa ancora una volta si è dimostrata molto seria, e rispettando le tempistiche che aveva dichiarato ha già interessato 10 società mondiali per rimuovere lo scafo nella maniera intera", ha detto Gabrielli, aggiungendo poi che “questa operazione avverrà nel rispetto della tempistica e si concilierà con il rispetto del territorio e con la salvaguardia dell'ambiente. Io credo - ha concluso Gabrielli - che questi fossero i tre obiettivi che cercavamo e credo che Costa sia stata molto attenta e rispettosa degli obiettivi che ci aveva fornito nel tempo". Da parte sua, Il vero problema resta il meteo. Le operazioni preliminari al defueling sono state interrotte e lo stesso pontone che servirà proprio nelle fasi iniziali non si può avvicinare al relitto nel giro di qualche ora. Naturalmente, i sommozzatori non sono all’opera nella parte sommersa per cercare i dispersi, ma soltanto al di sopra del livello del mare e attorno alla nave. L’interruzione delle ricerche aveva spinto al Codacons ad inoltrare una diffida nei confronti di Gabrielli, che ha bollato come “irresponsabile” quest’azione, supportato peraltro dagli abitanti dell’isola. Anna Tita Gallo Leggi le altre notizie sul disastro della Costa Concordia
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Entro inizio marzo i piani