Sistri: le imprese protestano. Ma il governo va avanti |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Martedì 31 Gennaio 2012 12:50 |
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Da un lato, infatti, le norme continuano a cambiare e ad essere modificate, dall’altro le imprese protestano, avviano azioni legali e non riescono proprio ad accettare di doversi iscrivere ad un sistema mai partito e nato con innumerevoli difetti. Riepiloghiamo, innanzitutto, le ultime novità. Fra gli emendamenti al decreto Milleproroghe è comparso appunto anche qualcosa che va a modificare nuovamente le norme esistenti sul sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi. Si tratta dell’ennesimo slittamento dell’entrata in vigore del Sistri, che ora è stata fissata al 30 giugno 2012, anche per imprese artigiane con meno di 10 dipendenti, cambiando le carte in tavola visto che era il 1 giugno la data indicata per questa categoria dal decreto Sviluppo. In ogni caso, quel che conta è che c’è stata un’ulteriore proroga dei termini e tutti dovranno essere iscritti e passare al Sistri, abbandonando Mud e formulari cartacei, il 30 giugno prossimo.
Poi è arrivato il decreto Semplifica Italia, che incide sul comportamento dei produttori di rifiuti. Se questi vengono trasportati in depositi temporanei a meno di Un onere in meno, insomma, ma che non basta a bilanciare gli obblighi già chiesti in mesi e mesi da parte dello Stato. Soprattutto, le imprese iscritte al Sistri lamentano di aver versato una tassa di iscrizione e di essersi attrezzate con usb e black box senza che il sistema sia mai partito. Per questo sono partite le azioni legali, sia class action di gruppi di imprese scontente che azioni individuali, tutte comunque volte ad ottenere un risarcimento. Per chi non lo sapesse, anche le proteste in Sicilia che hanno occupato le prime pagine dei quotidiani la scorsa settimana chiedevano, oltre al contrasto degli aumenti delle materie perime e del carburante, che si mettesse mano al Sistri e si decidesse di concedere un’esenzione alle imprese. E lo Stato intanto cosa fa? Legifera. E, oltre ai decreti che abbiamo citato, sono state comunicate anche le procedure per aggiornare il software delle black box. Ma, come abbiamo già riportato qualche giorno fa, online si legge già di aziende di trasporto che – ormai stufe – hanno addirittura scollegato le black box dagli automezzi. Anna Tita Gallo Leggi tutte le altre notizie sul Sistri
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