Sistri: al via class action e azioni legali. Ma qualcosa non quadra |
| Scritto da Anna Tita Gallo |
| Mercoledì 18 Gennaio 2012 12:28 |
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Secondo quanto previsto dal governo Monti, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti partirà ufficialmente il prossimo 2 aprile, ma le oltre 300 mila imprese iscritte nei 2 anni che hanno preceduto gli innumerevoli slittamenti del via ufficiale del Sistri hanno sborsato 70 milioni di euro. Sono i soldi utilizzati per acquistare le black box, le usb e pagare la tassa d’iscrizione. Peccato che, mentre loro facessero i salti mortali per essere in regola, il Sistri non diventasse mai operativo e i click day evidenziassero chiari segni di debolezza del sistema informatico alle sue spalle, che dovrebbe poi permettere alle imprese di registrare autonomamente e soprattutto agevolmente le operazioni effettuate lungo la filiera dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti. “Stiamo cercando una soluzione che pesi il meno possibile sulle aziende senza penalizzare la difesa dell’ambiente”, continua ad assicurare il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini. Ma al momento alle aziende iscritte importa solo di poter recuperare il denaro investito senza che il sistema sia mai partito. Così, tra le varie proposte di associazioni di categoria e di singoli professionisti, lo studio legale Picozzi & Morigi ha avanzato la propria alle imprese per appoggiarle nel far valere i propri diritti. Da parte loro, le imprese che vogliono affidarsi a Picozzi & Morigi devono sottoscrivere una delega, conferire quindi il mandato allo studio legale e versare una somma forfettaria, oltre a recapitare allo stesso studio legale la documentazione utile.
Ma sono emersi alcuni dubbi e certe domande si fanno sempre più pressanti. Lo studio ha scritto queste indicazioni in un’e-mail inviata proprio alle aziende dicendo che si tratterà di una serie di azioni individuali e non di una vera class action. Inoltre, è stato specificato che per calcolare il costo dell’azione (e quanto versare a Picozzi & Morigi) si deve sommare a quanto versato a titolo di contributi il danno che l’impresa ritiene di aver subito. La ricevuta del versamento dovrà essere prodotta prima della sottoscrizione del mandato. Questo è quanto lo studio ha comunicato alle imprese, ma ecco i dubbi. Com’è possibile che avesse tutti gli indirizzi di posta elettronica se è soltanto il ministero ad averli? E poi Morigi e Pernice (gli avvocati dello studio) lavorano anche per lo stesso ministero, essendo il primo componente dell’Albo gestori ambientali e il secondo un dirigente. C’è puzza di bruciato, insomma. E scommettiamo che le aziende sono troppo stanche di questi giochi per restare a guardare e non indagare sulla questione. Su richiesta dell’avvocato di Pernice pubblichiamo la seguente smentita: “L’avvocato Pernice non ha mai partecipato ad alcuna attività in materia di Sistri né ha mai svolto attività non consentita avverso il ministero dell’Ambiente”. Anna Tita Gallo Leggi le altre notizie sul Sistri
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