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Pacchetto clima-energia: Hedegaard ammonisce Italia su fossili e caro-bollette

pacchetto clima hedegaardIl pacchetto clima-energia al centro dei dibattiti ieri, in Parlamento. La commissaria Ue al clima Connie Hedegaard è stata ricevuta dalle Commissioni riunite di Camera e Senato con il ministro dell'Ambiente Orlando e quello dello Sviluppo economico Zanonato. E ancora una volta è tornato a far discutere il riferimento al legame tra le bollette energetiche e le rinnovabili.

Cercando di spingere i paesi membri ad adottare misure decise per ridurre le emissioni inquinanti, la commissaria Ue ha suggerito che l'Italia potrebbe fare di più nell'ambito degli obiettivi evidenziati dal pacchetto, che comprende la riduzione del 40% dei livelli di CO2 entro il 2030, il raggiungimento del 27% di energia prodotta dalle fonti rinnovabili e il rilancio del ruolo dell'efficienza energetica.

Secondo il commissario, l'Italia potrebbe spendere meglio quei 62 miliardi annui utilizzati per importare combustibili fossili da paesi come Russia e Medio Oriente, considerato anche il fatto che nei paesi Ue che producono energia tramite le rinnovabili, il prezzo dell'energia è calato. “Negli Stati membri che dispongono di tanto eolico e fotovoltaico il prezzo all'ingrosso dell'energia è sceso - ha spiegato la Hedegaard - in quanto non sono le politiche climatiche che determinano i prezzi della bolletta energetica”. Aggiunge inoltre che rivedere la spesa per le fonti fossili a favore delle rinnovabili consentirebbe un rilancio occupazionale e migliori risultati per le imprese.

Può accadere in Italia, in particolare a partire da un rafforzamento del credito di imposta per l’efficienza energica in edilizia e delle politiche per la difesa del territorio, per lo sviluppo del risparmio energetico e delle rinnovabili”, è la ricetta suggerita da Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, che torna sulla questione bollette-rinnovabili sottolineando che “gli incentivi per le ristrutturazioni e l’eco-bonus non solo hanno contributo a ridurre le emissioni e le bollette delle famiglie, ma nel 2013 hanno anche prodotto 19 miliardi di investimenti e oltre 280 mila posti di lavoro tra diretti e indotto”.

Tutti gli occhi sono dunque puntati sul semestre europeo dell'Italia, che secondo la Hedegaard non deve essere “notarile” ma deve portare all'individuazione di precisi target sia europei che nazionali, legati alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico e alla diffusione delle rinnovabili.

Dal commissario, ha proseguito il Ministro Orlando, “sono giunte anche indicazioni al raggiungimento dei target anche con misure specifiche sull'efficienza energetica. Sono tutte notizie che possono consentire di parlare a chi ha espresso nei giorni scorsi resistenza a questi livelli ambiziosi e convincerlo che non solo abbandonare queste scelte significa sprecare sforzi fatti in passato ma anche che il prossimo ciclo può essere un'opportunità nella prosecuzione dello sforzo tenendo conto delle peculiarità dei diversi Paesi e in particolare del nostro”. Incrociamo le dita.

Francesca Mancuso

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