Automotive: design e ambiente nel nuovo store della Ferrari |
| Scritto da Doris Zaccaria |
| Lunedì 07 Novembre 2011 11:48 |
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E' all'inizio degli anni 2000 che Ferrari lancia i suoi primi 5 store, naturalmente partendo dalla storica sede di Maranello. Oggi i punti vendita, in costante crescita e dall'ottimo fatturato, dimostrano che l'operazione ha avuto successo. Forse proprio per questo, dopo aver vinto la sfida del merchandising, Ferrari ha sentito l'esigenza di sperimentare ancora. Lo ha fatto con un innovativo store nel cuore dell'area commerciale di Serravalle Scrivia. Il design del nuovo “Ferrari Factory Store” richiama quello di un box di Formula 1 e si caratterizza per una facciata curva completamente in vetro, senza montanti e traversi che ostacolino la visuale del negozio. Proprio l'ampia superficie consente l'illuminazione e il riscaldamento naturali. Per impedire invece il surriscaldamento del locale, è stato predisposto un sistema di ventilazione naturale dell'aria. Tramite delle griglie collocate per tutto il perimetro della struttura si immette l'aria naturale rinfrescante e si espelle quella calda dalle bocchette di ripresa poste alla sommità della galleria.
In caso di particolari condizioni climatiche, un sistema di immissione ed espulsione forzata può venire attivato, mentre il vetro esterno è trattato con speciali pellicole anti raggi UV e uno schermo serigrafico, che consentono di abbattere l'irradiazione solare. L'edificio, progettato dallo studio di architettura Iosa Ghini, è dunque concepito per coniugare design d'avanguardia e risparmio energetico. Non è il primo segnale positivo di Ferrari, che a partire dal 2010 ha ammodernato lo stabilimento di Maranello dotandolo di un tetto a pannelli fotovoltaici e ottenendo così un abbattimento de 50% delle emissioni. Certo, non si può dire che la Formula 1 sia esattamente il più ecologico degli sport. Ma anche qui potrebbero esserci interessanti novità: la ricerca Ferrari, infatti, ha dato la luce a Emilia, il primo “bolide” che funziona a energia solare. Chissà che presto non si possa assistere a competizioni altrettanto avvincenti ma decisamente meno inquinanti delle attuali! Doris Zaccaria
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