Rifiuti: ecco il primo sistema italiano per il riciclo dei pannolini usati | | | |
| Scritto da Eleonora Cresci |
| Giovedì 15 Dicembre 2011 12:10 |
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Per questo Pampers ha avviato un progetto pilota per dar vita al primo sistema sperimentale in Italia di raccolta e riciclo dei pannolini usati, che trasformerà questi scarti in nuovi materiali utilizzabili per produrre arredi urbani e oggetti in plastica, contribuendo a ridurre notevolmente la quantità dei rifiuti ed evitando il ricorso a discariche e inceneritori. L'impianto potrebbe essere operativo già nel settembre 2012, sorgerà presso il Centro Riciclo Vadelago (TV) e servirà circa 400.000 abitanti, principalmente dell’area fra le province di Treviso e Belluno. Dalla lavorazione degli scarti dei prodotti assorbenti per la persona si otterrà, grazie ad un processo innovativo, plastica in granuli, che potrà essere riutilizzata per realizzare oggetti di uso quotidiano, e materia organico-cellulosica, adatta per cartoni per imballaggi industriali o come fertilizzante. Il progetto nasce grazie alla collaborazione tra diversi soggetti: la Fater spa, che produce e commercializza i pannolini Pampers in Italia ed è stata autrice dell'idea e del processo tecnologico di riciclo, il Comune di Ponte nelle Alpi, uno fra i più “ricicloni” d'Italia, con l’88% di raccolta differenziata, che si occuperà di separare i pannolini dal resto dei rifiuti, e il Centro Riciclo Vedelago, cui verranno conferiti i prodotti già smistati e che ospiterà l’impianto di Fater spa, arrivando a riciclare fino a 5.000 tonnellate di questi rifiuti.
“Abbiamo inteso dare un contributo a ridurre il problema dei rifiuti, così sentito in Italia, trasformandolo in vantaggio”, ha dichiarato Roberto Marinucci, direttore generale di Fater spa; “la sostenibilità infatti fa vincere tutti e non obbliga a compromessi; spero che questa prima esperienza di sistema in Veneto possa decollare e in futuro motivare anche altri distretti ed espandersi a livello nazionale”. Secondo le stime, una volta a regime, l'impianto dovrebbe eliminare 1.874 tonnellate di CO2 ogni anno (pari a quella catturata ogni anno da oltre 62.000 alberi) e ridurre di almeno 4.600 tonnellate/anno i rifiuti in discarica. L'innovativo processo di trasformazione, inoltre, non utilizza agenti chimici, ma soltanto il vapore, riuscendo ad ottenere da 1 tonnellata di prodotti usati 150 kg di plastica e 350 kg di materia organico-cellulosica, che verranno reimpiegati in nuovi utilizzi. Pare strano e anche un po' contraddittorio, se vogliamo, che quest'idea nasca proprio da una delle aziende leader nella commercializzazione dei pannolini, e quindi maggior responsabile di questo tipo di inquinamento. Ben vengano però iniziative del genere visto che c'è ancora chi, nonostante tutto, non riesce ad abbandonare i classici prodotti assorbenti a favore di sistemi più ecologici, come i pannolini lavabili e le coppette mestruali.
Eleonora Cresci
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In Italia si producono ogni anno più di 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e il 3% di questi è rappresentato proprio da prodotti assorbenti per la persona di tutte le marche (pannolini, assorbenti femminili, prodotti per l’incontinenza). Una quantità che, fino ad oggi, è stata smaltita nelle discariche (77% del volume di prodotto usato) o tramite incenerimento (23%), causando consistenti emissioni di CO2 nell'atmosfera e inquinamento dovuto a sostanze tossiche e agenti patogeni contenuti in questo tipo di prodotti usati.