Sostenibilità: Google pubblica (e difende) i suoi consumi energetici |
| Scritto da Eleonora Cresci |
| Lunedì 12 Settembre 2011 11:41 |
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Le cifre sono comunque da capogiro: si parla di 2,3 miliardi di kilowattora nel 2010, l'equivalente utilizzato da 207.000 abitazioni o da 41 Empire State Building, e di 1,46 milioni di tonnellate di Co2 emesse, pari a quelle di 70.000 individui. La pubblicazione di questi dati è però avvenuta, contrariamente a quanto si penserebbe, proprio per far capire al mondo e ai più scettici quanto Google sia in realtà sostenibile: "Sembrano cifre grandi, se inserite in un contesto piccolo", ha infatti dichiarato il vice presidente dell'azienda, Urs Hoelzle. Secondo Google infatti, nonostante si stia parlando di grosse quantità di energia, l'azienda è una delle più verdi al mondo, sia perché negli anni ha introdotto nuovi sistemi per il risparmio energetico (come il raffreddamento ad acqua dei rack), sia perché l'utilizzo del web consente di evitare attività molto più inquinanti come, ad esempio, l'utilizzo della macchina per recarsi in biblioteca a svolgere una ricerca. Insomma, le cifre sono alte, ma solo se rapportate al numero di persone che utilizzano il più famoso motore di ricerca: "Nel corso di un mese – si legge nell'articolo - i server di Google usano meno energia, per utente, di una lampadina lasciata accesa per tre ore". Il gigante di Mountain View ha poi riferito nel dettaglio il consumo energetico delle più comuni azioni degli utenti: una ricerca web media consuma 0,0003 Kilowattora, per una produzione di anidride carbonica di 0,2 grammi, mentre lo streaming di un minuto di video su YouTube pesa per 0,0002 Kilowattora, e una produzione di CO2 di 0,1 grammi.
L'intento della divulgazione di questi dati è quindi quello di scrollarsi di dosso le pesanti accuse di qualche tempo fa, che indicavano Google come uno dei responsabili del surriscaldamento del pianeta. Rendere i propri consumi energetici trasparenti servirà dunque da un lato a far capire quanto in realtà non siano così esagerati e, dall'altro, a spingere le altre aziende dell'IT a fare altrettanto, in modo da rendere la sostenibilità un criterio base per la regolazione del mercato. E se da un lato Noah Horowitz, scienziato del Natural Resources Defense Council a San Francisco, fa comunque notare che i consumi elettrici dei data center continuano a crescere troppo perché vengono utilizzati sempre più dalle grandi aziende, dall'altro Google si difende facendo sapere che il 25% dell'energia utilizzata nel 2010 è stata ricavata da fonti rinnovabili e che nel 2011 si stima che si arriverà al 30%. Questo fine settimana verrà inoltre inaugurato il nuovo data center in Finlandia, che utilizzerà un sistema di raffreddamento basato sull'acqua di mare, ad alto risparmio energetico. Eleonora Cresci Articoli più recenti della stessa categoria:
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