Green jobs: agronomi e forestali fondamentali per la gestione delle rinnovabili agricoltura |
| Scritto da Annalisa Tancredi |
| Lunedì 06 Febbraio 2012 12:56 |
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E’ quanto emerso nel corso del convegno interregionale “L’Energia in agricoltura” organizzato dalle Federazioni regionali dei dottori agronomi e dei dottori forestali della Toscana e dell’Umbria a Chianciano Terme (Si) in collaborazione con il Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori Agronomi e dei dottori Forestali (Conaf). Prioprio a causa del legame stretto tra rinnovabili e settore agricolo, le figure professionali del dottore agronomo e del dottore forestale sono le uniche in grado di apportare le giuste competenze per la corretta progettazione e gestione degli impianti di energia complessi, nel rispetto dei vincoli paesaggistici e della produttività agricola. "Le agroenergie rappresentano una opportunità per il mondo agricolo – ha affermato Monica Coletta, presidente della Federazione della Toscana - Abbiamo le conoscenze per valutare l’impatto paesaggistico e le potenzialità produttive dei territori in termini di biomassa agricola e forestale, per valutare la convenienza e sostenibilità degli impianti che possono rappresentare un sostegno e integrazione all’attività agricola, di produzione e presidio del territorio". La proposta della federazione è di vedere riconosciuta da parte dei ministeri competenti l’importante contributo che gli agronomi e i forestali possono apportare sia alle aziende agricole in termini di consulenza tecnica, che alle pubbliche amministrazioni per fare chiarezza su interpretazione e applicazione delle normative.
Sull’onda del dibattito attorno al blocco degli incentivi al fotovoltaico a terra con il decreto liberalizzazioni, la Conf ha sottolineato la strategicità della consulenza tecnica di agronomi e forestali per una progettazione più sostenibile degli impianti di energia in agricoltura che tenga conto dell’impatto paesaggistico e delle potenzialità produttive del territorio. "Il dottore agronomo può essere il responsabile tecnico per la gestione degli impianti più complessi – ha dichiarato il vicepresidente Conaf Rosanna Zari nel corso dell'incontro - spesso infatti l’agricoltore può trovarsi in difficoltà quando l’impianto di produzione di energia è importante ed è richiesta un’attenta programmazione delle produzioni e del reperimento delle materie prime, così come di una responsabilità nella gestione degli impianti con grosse capacità di produzione di energia”. Per il presidente della confederazione Andrea Sisti, bisogna rivedere il sistema di incentivi energetici ed allinearli con le politiche agricole comunitarie della prossima Pac, per rafforzare il comparto agricolo tutelando la produttività del suolo: “Ci attendono sfide importanti nei prossimi anni, poiché le previsioni per il 2050 ipotizzano il raddoppio delle necessità alimentari della popolazione mondiale. In questo contesto la tutela della produttività dei suoli sarà strategica e le scelte energetiche non devono destrutturare il comparto agricolo che dovrà essere pronto a nuove sfide produttive, ambientali e paesaggistiche".
Annalisa Tancredi
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